L’IDENTITA’ DEL LICEO

Il Liceo Classico Galileo sorge nel Centro Storico della città e costituisce nella vita culturale di Firenze un importante punto di riferimento: nella sua lunghissima storia, iniziata nella seconda metà del XVI secolo, il Liceo ha accolto figure illustri e rappresentative della letteratura, della lotta politica, della scienza.

Anche nei tempi più bui della nostra storia, ben presenti nella memoria della generazione precedente, ha continuato a svolgere ad altissimi livelli quella funzione di formazione culturale e civile che, pur nel fervore delle polemiche, viene ancora oggi unanimemente riconosciuta come propria della scuola.

Gli intellettuali che hanno svolto nel Liceo Galileo il loro insegnamento in quei tempi si propongono alla nostra attenzione non solo come coloro che meritano una lapide o una doverosa citazione, ma come esempi che ci aiutano a restituire pienezza di senso alle espressioni di “autonomia” e “interpretazione del reale”che definiscono le finalità della nuova scuola.

Riteniamo di dover accogliere la lezione di lucidità e di coerenza che viene da questi modelli e di dover affrontare i problemi del cambiamento con misura, con concretezza e con sobrietà, aprendoci alle istanze dell’oggi e al tempo stesso facendo nostro quanto di valido c’è nella nostra tradizione.


NOTE STORICHE SUL COMPLESSO ARCHITETTONICO SEDE DEL LICEO

La fondazione di un collegio dei Gesuiti a Firenze presso la chiesa di S. Giovannino, fu concessa da Cosimo I dei Medici nel 1554, grazie al coinvolgimento dello stesso Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù. L'ubicazione prevista era in un'area centrale e di grande prestigio della città, limitrofa a Palazzo Medici Riccardi e alla chiesa di S. Lorenzo, ma la superficie assegnata inizialmente risultava piuttosto limitata e non permetteva di sviluppare un collegio di dimensioni adeguate agli ambiziosi programmi della Compagnia. Questa difficoltà fu affrontata e superata dall'architetto Bartolomeo Ammannati, che iniziò la realizzazione di un complesso architettonico costituito da chiesa e collegio, non limitandosi al ruolo di affermato progettista ma contribuendo anche a finanziare l'opera. Il progetto, presentato nel 1576, assegnava, alla chiesa fin da allora una configurazione analoga all'attuale, a scapito però del dimensionamento del collegio, costituito da due aule, un cortile con due colonne su ciascuno dei due lati minori opposti, due refettori con cucina e dispensa. Agli inizi dei 1578 l'Ammannati riuscì a ottenere dal granduca l'importante concessione di poter estendere il complesso di S. Giovannino, elaborò un nuovo progetto e iniziò l'edificazione del collegio: in un documento dei Gesuiti del 1579 risulta finita "una buona parte della fabbrica" e nel 1581 l'architetto cominciò a costruire anche la chiesa adiacente. Più in particolare, l'Ammannati riuscì a dare inizio ai lavori puntando in primo luogo sulla realizzazione sia dell'ala su piazza S. Lorenzo sia della chiesa, mentre rinviò ad un secondo tempo la conclusione dell'intero complesso.
Nel 1590 Ammannati trasmise la proposta per il completamento della facciata su piazza S. Lorenzo: intendeva inserire fra le colonne della loggia una balaustrata, a coronamento delle due finestre centrali più ampie un imponente monogramma della Compagnia dei Gesuiti e alle estremità della fronte un bugnato digradante.

Ormai anziano, l'Ammannati non riuscì a portare a termine il suo progetto, i lavori rimasero interrotti per molti anni e furono ripresi solo nel 1620 in base al progetto di Giulio Parigi. Ma nella seconda metà del seicento il collegio mostrava ancora un notevole grado di indeterminatezza: del cortile era finito solo il braccio su via Martelli, mentre quello a sud era costruito parzialmente.

Questa situazione non mutò fino al 1686, allorché fu affidato all'architetto granducale Giovanni Battista Foggini l'incarico di un nuovo progetto. Questi dopo "haver osservato molti disegni, antichi e udito il parere e il gusto di quasi tutti i Padri di Casa" avanzò una propria proposta, anche se in termini molto vaghi. Iniziati nel 1688 i lavori dal braccio sud del cortile, per soddisfare anche una esplicita richiesta del granduca Cosimo III coinvolto in veste di benefattore, il Foggini presentò ulteriori disegni, sottoposti poi all'approvazione del granduca stesso.

Sullo scorcio del XVII secolo l'Origoni completò l'ultimo ampliamento del collegio, conferendogli un'articolazione planimetrica compiuta e coerentemente legata alle esigenze funzionali e pedagogiche della Compagnia di Gesù. Ma l'attuale uniformità dei complesso di S. Giovannino si raggiunse solo nell'Ottocento con l'ampliamento e la definizione della facciata su via Martelli, l'ultimazione delle pareti del cortile, e le ultime trasformazioni della facciata rivolta su piazza S. Lorenzo.

Nel 1775 gli Scolopi. acquistato l'edificio, trasferirono qui la loro scuola, che ebbe immediato sviluppo. Nel palazzo di Via Martelli gli Scolopi rimasero anche dopo la formazione del Regno d'Italia, ma spostarono altrove la scuola quando, nel 1878, cedettero una parte dell'edificio come sede di un Ginnasio Regio che prese il nome di «Galileo», al quale nel 1884 fu aggiunto anche il Liceo

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